Dwayne Johnson (comunemente conosciuto come The Rock) così non lo avete mai visto. Questa volta torna nelle sale con un film ben diverso rispetto a quelli a cui è abituato il pubblico. Niente gare di macchine, niente isole misteriose, neppure il solito The Rock.

Il poster originale del film
“The Smashing machine” è stato presentato alla mostra del cinema di Venezia, dove è stato premiato con il Leone d’argento per la regia. Il film è il racconto biografico della vita di Mark Kerr uno dei più famosi lottatori di arti marziali miste. Tra un ring e l’altro, vediamo la vita di Kerr sgretolarsi alla perpetua ricerca della vittoria da cui sembra essere assuefatto. Basta una prima vittoria per rendere Kerr completamente dipendente da quel senso di adrenalina e vincita. A Kerr non basta gareggiare, lui deve vincere, a dispetto di tutto e tutti. Ecco che ogni gara diventa l’ennesima prova, una lotta all’ultimo sangue, e il ring un campo di battaglia dove il vero nemico non è chi ti sta di fronte ma la possibilità di provare sulla propria pelle la sensazione di sconfitta. Fuori dal ring, prima di conoscere la sconfitta, Kerr è molto diverso dall’impenetrabile lottatore che conoscono tutti; ben educato, gentile, ma anche molto fragile e la sua prima sconfitta unita a una relazione non sana con la sua compagna Dawn lo portano in un vortice da cui è difficile rialzarsi.
THE SMASHING MACHINE- NON IL SOLITO FILM SPORTIVO
Nonostante il film parli di un lottatore, non siamo di fronte al classico film sportivo motivazionale. Quello di Benny Safdie è un film autentico che mostra le fragilità di un uomo che ha rincorso il successo sperando di trovare la sua tregua. Nonostante non sia il classico film motivazionale, è bene chiarire che non ci si ritrova neanche davanti a un film drammatico che tenta di vittimizzare il suo protagonista, il risultato è buono proprio perché c’è equilibrio. Safdie lascia spazio all’emotività ma senza mai cadere nel melodramma, utilizza montaggio serrato senza essere superficiale nel raccontare il suo protagonista, portandolo sullo schermo in una narrazione frenetica ma profonda.

Emily Blunt e Dwayn Johnson in una scena del film
SAFDIE, THE ROCK E EMILY BLUNT- IL FILM FUNZIONA
Questa volta, Benny Safdie è alla regia da solo, senza il fratello con cui aveva precedentemente diretto film diventati cult come Good Time e Diamanti Grezzi. Nonostante questa volta operi in solitaria, è possibile riconoscere fin dalle prime sequenze lo stile inconfondibile che aveva caratterizzato le altre opere. Dalla fotografia al montaggio fino alla scelta non scontata dell’attore protagonista è subito chiaro che si tratti di un film di Safdie.
Nonostante all’apparenza lo possa sembrare, scegliere The Rock per questo ruolo non è una scelta ovvia- o almeno non lo è quando si parla di registi che non sono i Safdie. Sembra che i fratelli Safdie abbiano una passione nel prendere un attore e dargli un ruolo completamente differente rispetto a quelli che interpreta di solito. E’ successo con Robert Pattinson in Good Time, con Adam Sandler in Diamanti Grezzi e ora con The Rock in The Smashing Machine.
In questo film vediamo quindi un The Rock inedito: vulnerabile, orgoglioso, complesso. Un’interpretazione intensa a cui si affianca quella della bravissima Emily Blunt nei panni di Dawn.
The Smashing Machine è un film interessante sotto molti punti di vista, in primis perché segna una svolta nella carriera di un attore che si mostra completamente diverso dopo venti anni nel settore; e poi perché Safdie alla regia ha fatto un ottimo lavoro mischiando dramma, biopic e film sportivo, dando un volto vero all’uomo dietro la leggenda e svelando Dwayne Johnsson dietro The Rock.
The Smashing Machine arriva nelle sale il 19 novembre.
THE SMASHING MACHINE | Trailer italiano ufficiale HD


