Disclosure Day: l’apocalisse secondo Spielberg

Pubblicato il

In Breve...

Un film tecnicamente ineccepibile ma che si perde in ambizioni esagerate che non si traducono nel film.

Grazie agli amici di Universal Pictures abbiamo avuto modo di vedere in anteprima l’ultimo film di Steven Spielberg, ovvero Disclosure Day.

Un film thriller e di fantascienza tra i film più attesi di questo anno cinematografico. Sia per le tematiche trattate, che per il regista che non ha certo bisogno di presentazioni.

Un’ampia campagna di marketing ha accompagnato la promozione del film che siamo certi troverà un grande riscontro di pubblico.

Tuttavia nonostante noi fossimo ascritti al girone degli entusiasti, la visione ci ha lasciato con l’amaro in bocca il perché proveremo a raccontarvelo in una breve recensione senza spoiler.

La sinossi ufficiale del film

Se tu scoprissi che non siamo soli, se qualcuno ti mostrasse, te lo dimostrasse, questo ti spaventerebbe?
Quest’estate, la verità appartiene a otto miliardi di persone.
Ci stiamo avvicinando al… Disclosure Day.

Universal Pictures è orgogliosa di presentare un nuovo film evento originale ideato e diretto da Steven Spielberg. Il film vede protagonisti la vincitrice del SAG Award e candidata all’Oscar Emily Blunt (Oppenheimer, A Quiet Place), il vincitore di Emmy e Golden Globe Josh O’Connor (Challengers, The Crown), il vincitore dell’Oscar Colin Firth (The King’s Speech, la saga di Kingsman), Eve Hewson (Bad Sisters, The Perfect Couple) e il due volte candidato all’Oscar Colman Domingo (Sing Sing, Rustin).

Chiudere un occhio non basta

Si dice spesso che anche l’occhio vuole la sua parte e di per sé i detti popolari difficilmente sbagliano. Da questo punto di vista Disclosure Day è un film tecnicamente non discutibile.

Scene d’azione incredibili e girate magistralmente. Musiche di livello nettamente superiore alla media, una regia che solo Spielberg e pochi altri possono mettere in campo, un cast di primo livello.

Il che di per sé sarebbe teoricamente già sufficiente per avere un film di livello superiore.

Giustamente poi lo spettatore fa una facile associazione Spielberg e Alieni, uguale a tonno e maionese, due elementi perfettamente sovrapponibili e intimamente legati tra di loro.

Il che non è una considerazione sbagliata, ma a volte, purtroppo, anche i grandi chef possono sbagliare un loro cavallo di battaglia.
Soprattutto se, come in questo caso, ci si vuole mescolare in questioni che non si frequenta abitualmente.

Cercare di mordere più di quanto non si riesca a masticare

Si sa che l’inglese è ricco di espressioni idiomatiche interessanti. Nel titolo con qualche licenza ne abbiamo tradotta una tra le più divertenti ovvero bite more than you can chew ovvero fare il passo più lungo della gamba, esagerare nel fare qualcosa non riuscendo a tenere il passo.

Spielberg ha voluto con questo film infilarsi in un terreno scivoloso, probabilmente con la presunzione figlia di un curriculum fuori scala, di poterlo trattare pur non avendo gli strumenti per farlo senza incappare in degli errori grossolani.

Ora il problema è che forse un consulente avrebbe potuto aiutarlo nello scrivere il soggetto e fargli notare certi difetti.

Io di per sé non sarei nessuno, eccetto che su certi argomenti non solo mi ci sono laureato ma ci lavoro. Questione che mi ha reso particolarmente insofferente rispetto a certe svolte di trama tecnicamente sbagliate.

Errori da matita blu

Partiamo dal titolo disclosure day, ovvero il giorno dell’apocalisse. In che senso direte voi?

Se risaliamo al significato originale del termine apocalisse, ovvero all’etimologia greca poi presente nell’ultimo dei vangeli con cui si chiude la Bibbia, ovvero il Vangelo di Giovanni Apocalisse significa rivelazione.

Dunque Spielberg riprendere un concetto biblico ovvero quello della rivelazione/apocalisse e dice: cosa accadrebbe se rivelassimo all’umanità che non è effettivamente sola nell’universo?

Non voglio entrare in questioni meramente teologiche, tra chi sostiene che l’uomo sia la creature più importante dell’intero creato e chi della sola Terra.

Ma vi immaginate cosa accadrebbe se domani fosse disvelata la presenza degli alieni? Tutte e tre le grandi religioni monotestiche entrerebbero in crisi.

Basti pensare a quanto e come la chiesa si sia opposta alla teoria eliocentrica, figurarsi se si parlasse di accettare l’esistenza di altra vita intelligente all’infuori dell’uomo. Le conseguenze sociali e poltiche avrebbero ripercussioni su scala globale.

Spesso infatti si tende a trascurare la funzione sociale e normativa che ha la religione nel garantire un certo ordine sociale.

Errori da matita rossa

Qui purtroppo sarò meno indulgente perché si toccano temi a me vicini e dunque su cui ho faticato e non poco a chiudere occhi e orecchi.

In primis, se entri in possesso di tecnologia aliena, per circa ottant’anni e se come sostiene il film, sei riuscito a retroingegnerizzarla, hai un vantaggio comparato rispetto ai tuoi competitor nel sistema internazionale semplicemente fuori scala.

Le parole hanno un peso, retroingegnerizzare significa avere accesso ad una tecnologia possibilmente più avanzata: studiarla, analizzarla e padroneggiarla a tal punto da poterla riapplicare ad altri settori fini medesimi o analoghi.

Ci spiegate come è possibile avere accesso ad un capitale culturale e materiale simile, ma al contempo non avere un vantaggio strategico semplicemente schiacciante in termini di tecnologie applicate, che però nel film non vengono mai davvero mostrate?

Di più se quanto detto sin’ora venisse rivelato, per un leak ovvero una fuga di notizie, come ci si può non aspettare uno shock globale, un’azione coordinata o al meno una risposta sul piano strategico da parte degli altri attori del sistema internazionale?

Un po’ come se durante una partita a poker tirassi fuori un intero mazzo dalla tasca della camicia. Come potrei non aspettarmi reazioni?

Inoltre, come è possibile che per 80 anni, gli Stati Uniti non abbaino mai voluto sfruttare questo loro vantaggio strategico accumulato e sviluppato nel tempo?

La storia ci insegna come nel caso della bomba atomica, che se io in forma unipolare ho un vantaggio strategico schiacciante, vorrò utilizzarlo all’occorrenza per stabilire chiare gerarchie nel sistema internazionale.

Soprattutto se, come sembra volerci segnalare il film il sistema internazionale è sull’orlo del baratro, per un mai specificato motivo.

A quel punto quale miglior asset di una tecnologia che mi pone x anni avanti ai miei avversari e che gli posso rivelare mettendoli di fronte al fatto compiuto della loro inferiorità strategica?

Quanto è credibile che un solo uomo, seppur arruolo negli apparati di sicurezza abbia accesso per quanto un genio informatico, ad informazioni classificate tanto compromettenti? Casi come Wikileaks ci insegnano che è possibile.

Ma la risposta ad una minaccia sistemica come un furto di dati di simile portata, sembra nel film totalmente non proporzionata o credibile, quasi farsesca.

La ciliegina sulla torta

A quanto descritto sinora, si aggiunge l’aggravante del fatto che il film sacrifica 2/3 della sua durata in scene di inseguimento bellissime, ma alla lunga ripetitive. Per poi non affrontare affatto la parte interessante, ovvero: cosa accade dopo la rivelazione? Quello sarebbe stato il vero tema.

Certo abbiamo diritto a sapere. Ma quale è il giusto compromesso tra accesso alla verità e preservazione dell’ordine e della stabilità del sistema internazionale? Siamo sicuri che la completa trasparenza sia foriera di un sistema internazionale più stabile?

Che dire dunque; Disclosure Day è un bel film d’azione ma che è divorato da ambizioni sproporzionate rispetto ai mezzi forniti dalla trama.

SourceVOTO
spot_img

Gli Ultimi Articoli

DC Horror Compact: se non esistessero bisognerebbe inventarli

Difficile ricordare a memoria un evento editoriale tanto dirompente e di successo come quello...

Toy Story 5: E’ finita l’era dei giocattoli? recensione senza spoiler

Toy Story 5 arriva al cinema ... sarà finita l'era dei giocattoli?

Backrooms: un film vittima delle sue ambizioni

Io amo i film horror. L'orrore è in fondo parte della nostra vita quotidiana,...

Bring on the Bad Guys: il ritorno dei villain Marvel

A quasi cinquantanni da quel ottobre 1976, torna in una nuova vecchia formula Bring...

Ti potrebbe interessare

Toy Story 5: E’ finita l’era dei giocattoli? recensione senza spoiler

Toy Story 5 arriva al cinema ... sarà finita l'era dei giocattoli?

Backrooms: un film vittima delle sue ambizioni

Io amo i film horror. L'orrore è in fondo parte della nostra vita quotidiana,...

Un capolavoro da riscoprire: Millenium Actress- dopo 25 anni torna al cinema il film di Satoshi Kon

In occasione del venticinquesimo anniversario dalla sua uscita, torna nelle sale Millenium Actress, la...
Un film tecnicamente ineccepibile ma che si perde in ambizioni esagerate che non si traducono nel film.Disclosure Day: l'apocalisse secondo Spielberg