Resident Evil l’isola della morte: una buona trasposizione?

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Una trasposizione fedele ma non proprio centrata dal punto di vista grafico, risultando deficitario.

Torniamo a parlare di manga, e lo facciamo parlando di uno dei brand più famosi e amati del mondo dei videogame.

Stiamo parlando di Resident Evil l’isola della morte, trasposizione del omonimo film animato del 2023.

Scritto e disegnato da Zino Kodakujii, il manga è arrivato in Italia grazie a Panini Planet Manga.

Di seguito le nostre impressioni sul manga!

Una buona trasposizione?

Il film di per sé non aveva trovato un grande riscontro da parte del pubblico e se ne capiscono i motivi.
Per un fan della saga fa sempre piacere rivedere i vari protagonisti della saga che abbiamo molto amato: Chris, Jill, Rebecca, Leon e Claire su tutti.

Il film e, di conseguenza, il manga che ne è la trasposizione, prende luogo in un punto post Resident Evil 4 e Resident Evil 5 (con chiari riferimenti soprattutto all’ultimo) e dopo Resident Evil: Revelations 2.
Quindi in un momento pre-svolta della saga (con Resident Evil 7: Biohazard e Resident Evil Village), prima del ritorno al “classico” con Requiem.

Ci sono molti riferimenti a Revelations 2, Resident Evil 5 e 4 e, per chi è appassionato della saga, certe citazioni fanno più che piacere.

Il problema è che non aggiunge nulla.
Non c’è introspezione o chissà quale analisi dei personaggi o evoluzione delle dinamiche, fatta eccezione per una appena accennata introspezione su Jill, che era stata sottoposta al controllo di Wesker nell’ormai classico Resident Evil 5.

La trama risulta dubbiosa e assai debole, in uno spin-off trascurabile che sembra quasi un pretesto per far incontrare i personaggi in una sorta di crossover action.

Il villain purtroppo è privo di carisma e ricalca troppo Wesker e i suoi piani apocalittici, svelati nel finale del quinto capitolo.

A ciò si aggiunge, purtroppo, un comparto grafico non all’altezza, che non rende giustizia a personaggi tanto iconici.


Spesso i tratti somatici non sono disegnati e i volti dei protagonisti risultano distorti e sproporzionati rispetto ai corpi, con frequenti errori di impostazione delle tavole.

Tirando le somme

Nostalgia? Amore spassionato per il brand? Forse solo simili motivazioni potrebbero spingere all’acquisto di un prodotto che ha come pregio solo la buona edizione economica di Panini Planet Manga, che rende il sacrificio economico accettabile in rapporto alla qualità del prodotto, che invece latita.

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