La Mummia di Lee Cronin: una grande occasione mancata

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Torna all’horror, dopo La casa – Il risveglio del male, che recensii per un altro sito, Lee Cronin.

Il regista mette nel titolo il suo nome, creando discrete aspettative.

Il suo capitolo de La Casa, pur con qualche difetto, non ci era dispiaciuto, quindi speravamo che la sua Mummia potesse essere un passaggio di crescita.

L’idea dietro La Mummia di Lee Cronin era quella di un film dal taglio fortemente autoriale.

Il film è stato prodotto da Jason Blum (Blumhouse Productions) e James Wan (Atomic Monster).

Purtroppo la promessa non è stata mantenuta.

Nei prossimi paragrafi la recensione, in cui spieghiamo cosa non ha funzionato.

La sinossi ufficiale

La giovane figlia di un giornalista scompare nel deserto senza lasciare traccia. Otto anni dopo, la famiglia, ancora devastata dal dolore, viene sconvolta dal suo improvviso ritorno: quello che dovrebbe essere un ricongiungimento gioioso si trasforma rapidamente in un incubo a occhi aperti.

Il film vede come protagonisti Jack Reynor, Laia Costa, May Calamawy e Natalie Grace, con Veronica Falcón

Una promessa mancata

Il film è purtroppo lacunoso da molti punti di vista.

Partiamo dall’ambientazione egiziana del Cairo, che è fortemente stereotipata e pregna di errori.

Il film si presenta dunque come poco curato nelle ambientazioni.

A ciò si accompagna una computer grafica difficilmente accettabile nel 2026.

Di mummia in sé e per sé c’è poco o nulla.

Il film sembra uno strano crocevia di molti altri film horror, in un cocktail poco bilanciato: La Mummia, La Casa, L’Esorcista e The Conjuring, volendosi limitare alle citazioni più chiare.

Il film ha il grave difetto di avere una trama fortemente prevedibile, ma soprattutto sconclusionata.

Si ha la sensazione che i protagonisti siano soggetti passivi, incapaci di comprendere le sfumature, e che agiscano in modo iper-razionale pur in presenza di fenomeni paranormali.

Molte scene che si svolgono in parallelo non sono credibili, perché i personaggi sembrano muoversi in bolle non comunicanti, al punto da non accorgersi di ciò che accade intorno a loro.

È un film che dura molto, più di due ore, e si sentono tutte.

Ci sono molte scene inutili o quantomeno non funzionali, che potevano essere tagliate nell’economia di un film più agile.

Il film risulta grossolano, a tratti grottesco ed esagerato.

Lo splatter, ovviamente, difficilmente è contrario alla logica di un buon horror, ma qui si scade in un barocco stucchevole.

A un certo punto, verso l’ultimo quarto di film, si butta dentro un po’ di tutto tra scorpioni e scarabei, e non si capisce se sia un film sulla mummia, sulle possessioni o sugli zombie.

La figura della super poliziotta araba risulta fuori tempo massimo come protagonista di un film che sembra, a tratti, quasi un B-movie action anni ’90.

Tutti gli altri protagonisti, soprattutto il protagonista maschile, fin troppo impomatato, risultano poco credibili nel loro modo di agire e restituiscono prove attoriali scadenti, non essendo aiutati da una sceneggiatura solida.

Il conflitto tra i due genitori, a causa del lutto per la perdita della figlia, poi perduta e ritrovata, risulta superficiale e banalizzato.

Non c’è pathos, non si riesce a immedesimarsi nei protagonisti.

Mancanza di identità e originalità

Il film è privo di un’identità, di un guizzo artistico che lo distingua dalle centinaia di film simili.

Questo è un film che non fa paura, non reinventa il mito della mummia, ma lo violenta e lo banalizza, riducendolo al solito film di possessioni.

Non è nemmeno un bel brutto film, perché vorrebbe vendersi come un film autoriale, una lettura originale, cosa che non è.

Ciò aggrava la sua posizione, perché dalle premesse creava ben altre aspettative.

Le amare conclusioni

Tirando le somme, purtroppo la mummia espiantata nel Sud degli Stati Uniti è un animale fuori dal suo habitat.

Ma soprattutto si ha la sensazione di un film — e di un genere — che ha finito le idee e che ricicla continuamente topoi, stilemi, idee e ambientazioni fino all’autofagia.

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