Conan il Barbaro: Il tormento della Pietra nera – ritorno al classico

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Un ottimo rilancio che partendo dal classico porta il personaggio nel futuro

Ci sono personaggi come Dracula ad esempio, in grado d trascendere il media che li ha generati. Diventando più che transmediali, ma parte della cultura popolare stessa. Ciò è sicuramente il caso di Conan il Barbaro, che dai racconti originali di Robert Howard, si è ritagliato un ruolo di capostipite del genere sowrd and sorcery e ha invaso a diverse ondate il cinema, i fumetti e persino i videogame. Ciò gli ha permesso di entrare nell’inconscio collettivo e nella cultura nazional popolare, essendo conosciuto anche solo in grandi linee da tutti.

Fumettisticamente parlando ha avuto una storia gloriosa, passata molti anni per Marvel, poi per Dark Horse, di nuovo Marvel e infine Titans Comcis. Ciò per limitarci solo alle produzioni americane, perché se ci buttassimo sul mercato Europeo, e in particolare francese, si aprirebbe un ulteriore parentesi enorme. Ciò in virtù del fatto che in Europa, i diritti sono scaduti e quindi chiunque può scrivere storie sul personaggio.

Ma oggi siamo qui per parlare di Conan il Barbaro: Il tormento della Pietra nera, il rilancio ad opera di Titan Comics sotto l’etichetta di Heroic Signatures. Il volume di Panini, racchiude il primo arco narrativo, scritto da Jim Zub con i disegni di Roberto de la Torre. Il volume ci ha conquistato quindi siamo felicissimi di potervene parlare!

Le nostre impressioni

Partiamo con l’unica nota dolente: il formato.

Siccome la serie viene raccolta in volumi dopo la pubblicazione in spillato, si poteva benissimo proporre un’edizione omnibus, come quelle realizzate per le serie legate a Magic.

Volumi non enormi (come quelli Marvel o DC), con due archi narrativi e una foliazione intorno alle 300 pagine, invece dei soliti cartonati equivalenti ai TPB americani.

Ne sarebbe risultata un’edizione più di pregio, meno ingombrante e con un rapporto prezzo/pagine decisamente più conveniente. Soprattutto perché si tratta di una serie lunga e ancora in corso.

La storia, invece, merita eccome.

Un Conan maturo, che ha già lasciato la Cimmeria per viaggiare ma ancora nel pieno delle sue forze, si troverà ad affrontare una maledizione che ha trasformato la storica tribù rivale dei Pitti in un’orda di zombie assetati di sangue e distruzione.

Fermarli sarà molto più difficile del previsto, e non basterà la sola forza. Conan troverà come alleata una donna pitta, verso la quale dovrà superare l’iniziale diffidenza per affrontare insieme la mostruosa minaccia.

Nella trama si nota anche un’evoluzione della psicologia del Cimmero, che, superati i pregiudizi iniziali, si legherà a una delle tante donne che, come stelle comete, attraversano la sua vita.

La storia ha forti tinte horror-mistiche. Si muove su tonalità molto oscure, con stragi e morti truculente.

Della Torre descrive magistralmente con il suo tratto spigoloso, accompagnato da una colorazione terrosa e sanguigna, capace di esaltare le scene più drammatiche.

Nell’arco narrativo si percepisce un continuo stato di assedio, un senso di disperazione e, al tempo stesso, l’attaccamento alla vita e alla sua materialità, espresso in una scena particolarmente esplicita ma mai gratuita.

Conan vede la morte in faccia, assiste alla caduta dei suoi compagni e alla distruzione della sua terra: non ne viene piegato, ma forgiato.

Un racconto che ci dice molto della resilienza del personaggio di fronte alle difficoltà e della sua capacità di lottare contro forze oscure.

Come spesso accade nei racconti di Conan, torna la figura del dio dei Cimmeri, Crom, che dall’alto della sua montagna osserva le miserie degli uomini e, con indifferenza, si volta dall’altra parte.

Un Dio crudele, distante, che ha forgiato uomini dallo spirito d’acciaio come i Cimmeri e, soprattutto, Conan il Barbaro.

Conclusioni

Il volume si chiude con numerosi approfondimenti letterari sul personaggio, sulla sua genesi e sulla collocazione del racconto nella continuity di Conan. Insieme al materiale extra, tra cui le varie cover, rendono il volume comunque prezioso.

Non possiamo quindi che raccomandarvi questo rilancio che, riportando Conan alle origini, lo proietta anche nel futuro.

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