Havok e Wolverine: Fusione – Terrore nucleare

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Ci sono fumetti che per loro natura sono classici senza tempo. Ciò non significa che non abbiano legami con l’epoca nel quale sono stati scritti, sia in termini di continuity sia in termini di riferimenti all’attualità. Ma fumetti come Havok e Wolverine: Fusione, sono perle immortali che non solo hanno saputo superare la prova del tempo, ma che anzi in retrospettiva si apprezzano ancora di più. Ciò è possibile anche e soprattuto grazie ad un team creativo di eccezione tra penne e matite, composto da Louise Simonson, John J. Muth, Walter Simonson, Kent Williams.

Quindi se Panini, lo ripropone in Marvel Deluxe chi siamo noi per non parlaervene? Soprattutto perché, rispetto ad altre storie dei mutanti, è meno conosciuta e celebrata. Bisogna rimediare!

Perché non puoi non leggerlo

La storia sin dalla sua concezione e formato, era una storia sperimentale. Basti pensare che uscì originariamente sulla collana Marvel Gold, per le fumetterie. Nel 1989 anche negli Usa queste non erano ancora così affermate, ma portare prodotti così autoriali in un circuito nuovo era sicuramente uno stimolo per i lettori per sperimentare un nuovo modo di fruire i fumetti.

La storia è in continuity? Si, ma è legibile in maniera abbastanza autonoma. Si colloca dopo Wolverine vol 2, il periodo in cui Wolverine è il guercio e si trova a Madripor. In questo periodo gli X men creduti morti si trovano in Australia, e il crossover Inferno ancora non è avvenuto. Ma nessuno di questi eventi è particolarmente citato o ripreso, anzi.

La storia risente invece molto del clima crepuscolare di fine anni 80 con la chiusura da li a due anni della Guerra Fredda. Non a caso si citano le riforme di Gorbachev e il disastro di Chernobyl, con quest’ultimo che un ruolo centrale nella storia.

Ma perché leggerla? Perché Wolverine e Havok: Fusione è un thriller ricco di azione, in cui l’elemento supereroistico è ben amalgamato ad una storia dal forte sotto testo politico che vi farà riflettere. In particolare si analizza la lotta per il potere, la corruzione e il conservatorismo che attraversavano l’Urss di fine anni ’80.

Celebrato in Occidente, Gorbachev tanto allora quanto oggi aveva molti detrattori e nemici in patria. Considerato debole, viene accusato di riforme che hanno tradito lo spirito del PCUS e di aver contribuito alla dissoluzione dell’Urss, proprio a causa di una negazione dei suoi principi fondanti.

Il fumetto quindi, leggendo e i suoi tempi, anticipa in un certo senso, il tentativo di colpo di Stato dei militari nel ’91 e quanto ne è conseguito con la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Due protagonisti e un comparto grafico d’eccezione

Wolverine non ha certo bisogno di presentazioni, ma qui fa coppia con Havok fratello dello storico leader degli X Men (e per un certo periodo di X Factor) Scott Summers alias Ciclope.
Un personaggio, sconosciuto al grande pubblico, ma che nei fumetti, visto anche il legame con il ben più noto fratello ha avuto una bellissima caratterizzazione.

Qui i due protagonisti, vedranno messo in crisi il loro rapporto, ma nulla potrà davvero dividerli nemmeno l’apparente reciproca morte. La storia esplora l’estensione dei poteri dei due protagonisti.

In particolare il fattore di guarigione che rende quasi immortale Wolverine, e la potenza di Havok in grado di assorbire e rilasciare quantità pazzesche di energia.

Ma si scava anche nella psicologia dei protagonista. Un Logan ferale, ma anche in grado di empatizzare fortemente con l’amico fraterno, (soprattutto sul finale).

Ma anche la dolce ingenuità di Alex Summers, che si innamora per davvero contro ogni evidenza, della femme fatale doppiogiochista, illudendosi che fosse la donna della sua vita. Chi di noi non è caduto almeno una volta i in questa trappola?

A ciò si aggiunge un comparto grafico d’eccezione, tavole dipinte che prendono a piene mani dall’espressionismo tedesco in modo evidentissimo.

Tirando le somme

Se siete Marvel fan, appassionati del buon fumetto o alla ricerca di una storia che vi rimarrà a lungo impressa questa fa sicuramente al caso vostro. Leggere per credere!

Sarà anche un’occasione per ripassare il funzionamento di una centrale nucleare e per rintracciare le origini di un certo revisionismo russo.

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