I difensori del confine 1 di Toru Terada – Recensione

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Primo volume convincente ed esaltante. Un manga diverso rispetto al solito, ricco e pieno, sia in termini artistici che di trama. Essendo composto da due soli volumi, non vedo l'ora di leggere il secondo per saperne di più.

I difensori del confine è un manga scritto e disegnato da Toru Terada che fu pubblicato inizialmente sulla rivista bimestrale Garaku.mag da Home-Sha da Shueisha. Dopo la chiusura della rivista, il fumetto è poi stato pubblicato sul loro sito, anche se ad oggi non è più disponibile. L’edizione cartacea, proposta proprio dalla nuovissima casa della Toshokan, è la primissima raccolta in volume proposta al mondo.

Foto di @anerddiary su Instagram.

La trama

Il quartiere Oiwake è la zona terrestre situata al confine tra questo e l’altro mondo. Insieme alle persone ordinarie, inconsapevoli di cosa accada attorno a loro, qui vi risiedono i cosiddetti “difensori del confine“, ossia coloro che si impegnano in battaglie invisibili contro le creature dell’altro mondo che, di tanto in tanto, capita invadano lo spazio umano. Queste creature, infatti, vengono anche sorvegliate perché non escano dal loro habitat in quanto ciò causerebbe dei disordini.

I difensori del confine sono tutti dotati di capacità fuori dal normale. Cinque di questi si distinguono enormemente per i loro poteri, impegnandosi come se per loro fosse un lavoro tramandato da generazione in generazione.

Chiyo, una donna appartenente al gruppo dei difensori, sembrerebbe essere uno dei cinque membri più potenti del gruppo. Attorno a suo figlio, Hibiki, sembrano ruotare le vicende e le stranezze che caratterizzano questa narrazione. Insieme a questi due personaggi, anche il capo del villaggio e l’anziana Yachi svolgono dei ruoli fondamentali.

La serenità e la pace del quartiere di Oikawe, sono stati a lungo preservati grazie a questo team affiatato di persone, così come alle tecnologie che sono state sviluppate dalle menti più eccelse del posto. Ma se questa pace venisse turbata? Cosa accadrebbe?

Occhioni e colori: la storia dell’opera e dell’autore

Toru Terada è un mangaka giapponese celebre in madre patria soprattutto per la sua opera d’esordio, ancora inedita in Italia, intitolata Le Petit Monde. Ed è proprio grazie a questa che, poi, Terada prende l’idea per la pubblicazione de I difensori del confine. Un redattore giapponese, a cui era piaciuto il lavoro d’esordio del sensei Terada, infatti, gli chiese di realizzare un fumetto per la sua rivista, il quale sarebbe stato, per l’appunto, I difensori del confine.

L’autore, inoltre, ha in passato collaborato con un altro autore di grandissimo successo, di cui vi avevamo anche già parlato in precedenza sul sito, e di cui continueremo a parlarvi. Questo mangaka è proprio Atsushi Kamijo, autore di TO-Y e del capolavoro SEX, editi entrambi in Italia da Saldapress. Toru Terada, infatti, ha ricoperto il ruolo di assistente addetto agli sfondi tra il 1987 e il 1998, collaborando al manga SEX e Aka X Kuro. Il primo è un road manga che ha come protagonisti una bella ragazza, due ragazzacci e una donna di Okinawa, mentre i segni dell’occupazione americana fanno da sfondo alla vicenda. Il secondo è incentrato su un ragazzo che pratica la boxe.

Toru Terada si distingue enormemente da altri mangaka per una caratteristica parlare. Più spesso gli è stato fatto notare quanto i suoi personaggi presentino degli occhi molto più grandi rispetto alla media dei disegnatori giapponesi. Già è noto che, in Giappone, l’uso degli “occhioni” è reso comune per la grande espressività che questi possono donare al personaggio. A tal riguardo, Toru Terada amplia questo aspetto, enfatizzando la motivazione in risposta ad un’intervista:

“Come dice un proverbio giapponese, “gli occhi parlano più della bocca”, e penso che la potenza degli occhi sia importante. Se lo ritengo necessario, ad esempio in una scena importante, faccio un grande utilizzo di occhi grandi e prospettiva.”

Conclusioni

Il primo volume di questo manga, strutturato in soli due volumi, è riuscito a convincermi e ad esaltarmi al punto giusto da volerlo continuare. La storia è arricchita da un’innovazione artistica tipicamente rappresentata dal tratto unico del sensei Terada. Non solo gli sfondi ma anche il tratto dei personaggi, per non parlare di quegli occhioni teneri di cui sono dotati alcuni, rendono la narrazione magica.

I difensori del confine si è dimostrato un manga ricco in termini di trama e tanto altro che, in quanto costituito da soli due volumi, invoglia il lettore a saperne di più sin da subito. Nonostante la brevità, sono riuscito a percepirlo come un volume denso di informazioni ma anche di mistero che, sicuramente, troverà occasione di essere chiarito nella seconda ed ultima parte.

Vi ringrazio per aver letto fin qui. Intanto che pensate a se recuperare o meno quest’opera, vi lascio qui il link dove poter sfogliare le prime pagine. Non lasciatevi ingannare dall’arte non convenzionale che lo caratterizza. Ampliate i vostri orizzonti ed esplorate questa lettura tutta nuova, insieme a me!

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