To-y di Atsushi Kamijo – Un manga di cui non sapevamo di avere bisogno

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In Breve...

Atsushi Kamijo è riuscito a condensare in un’opera breve quello che è un messaggio fondamentale, vero in qualsiasi generazione. Ognuno di noi è padrone del proprio destino. Non bisogna mai accettare compromessi né buttare al vento le proprie ambizioni. Siamo noi a dover decidere della nostra vita.

To-y è una delle opere più famose di Atsushi Kamjio, risalente al lontano 1985. Giunge in Italia attraverso la casa editrice Saldapress che, con questa, inaugura anche la sua nuovissima collana mangaka, per la pubblicazione di manga.

Foto di @anerddiary su Instagram

La trama

To-y Fujii, protagonista dell’opera, è un liceale di bell’aspetto dall’attitudine anarchica sempre in circa di risse. Da vero appassionato del punk, fa parte dei Gasp, una band particolarmente conosciuta nell’ambiente musicale underground. Nonostante ciò, egli non si interessa della fama. Non è alla ricerca del successo o dei soldi. Tutto ciò che desidera è cantare. La musica, la sua musica, lo fa sentire vivo. 

Di tanto in tanto si inserisce nel panorama idol solo ed esclusivamente per la compagnia della sua amatissima cugina, nonché innamorata, Hiderow, conosciuta nel panorama artistico col nome di Sonoko. Tuttavia, l’ambiente artistico non è privo di quegli aspetti tanto fastidiosi e odiati dal nostro protagonista. La stessa natura commerciale che caratterizza alcuni artisti del settore gli da sui nervi. Un soggetto a To-y particolarmente antipatico è proprio Yoji Aikawa, idol del momento amato da un largo pubblico di fan sfegatate. Per To-y, un soggetto del genere non potrebbe mai reggersi senza il supporto di un team di lavoro. Di conseguenza, non può essere il rappresentante del genere punk da lui tanto ricercato.

Ad un evento a cui To-y era presente casualmente, la manager di Yoji, Kashiko Kato, incontra il giovane. Questa capisce subito, conoscendo le dinamiche del mondo dello spettacolo, quanto To-y potrebbe fruirle in termini di successo. Decide, dunque, in sede separata, di invitarlo a diventare un idol di grande fama proprio sotto la sua ala. Per fare ciò però, dovrà abbandonare la sua band, i Gasp.

Si apre così la scena di uno dei manga che ho più apprezzato recentemente. Il nuovissimo entry nella collana mangaka di Saldapress. 

Tra punk e glamour: il fenomeno delle band musicali nei manga

TO-Y è il primo grande successo di Atsushi Kamijo, pubblicato inizialmente nel 1984 e conclusosi nel 1987. Si tratta di una grande opera capolavoro del mangaka che ha anticipato il fenomeno dei manga costruiti intorno alla musica e alle band musicali. Prendiamo, come grandi esempi, Beck e Nana. To-y rappresenta una fusione tra il genere punk e la seduzione tipica del fascino d’altri tempi.

To-y. Una fotografia del Giappone degli anni ’80

To-y è un manga che, come si evince dal titolo stesso, segue le vicende di un giovane lungo tutto il suo percorso di crescita emotiva, musicale e professionale, andando in incentrarsi sulle figure a questo circostanti.

To-y rappresenta una figura esaltante che esprime la propria passione in maniera decisa e sincera senza mai avvalersi di mezze misure. Anarchico al punto giusto da perseguire il suo desiderio. Ribelle al punto da non poter essere incatenato. Rappresenta, sostanzialmente, la ribellione della gioventù del tempo. Difatti, possiamo definire quest’opera quasi come una perfetta fotografia del Giappone degli anni ’80. La passione giovanile con un pizzico di perversione. Il triangolo amoroso tra i vari personaggi. La tematica di rivalità tra i due personaggi principali ma anche tra i vari personaggi secondari. E, ancora, il tema della ribellione. Un tema, quest’ultimo, assai rimarcato se si pensa a quanto i giovani del tempo fossero quasi costretti, in una società chiusa come quella giapponese, ad omologarsi alla canonicità e allo stereotipo della tranquillità e della pacatezza. To-y, dunque, rappresenta l’emblema della sfida. Una sfida che è sia rivolta ad un sistema stretto quale quello del tempo, sia alla noia stessa, la quale va, per l’appunto, distrutta.

Punk nell’aspetto e nell’animo, questi ha un fascino tutto suo che riesce a conquistare il lettore e ad ammaliarlo, proprio come succede a tutti i personaggi della serie. Inoltre, funge anche da simbolo del cattivo ragazzo che, in realtà, non è per nulla farfallone ma anzi un tipo in gamba con i piedi per terra.

Caratterizzazione dei personaggi: diverse personalità a confronto

Tra tutti gli aspetti dell’opera viene difficile non esaltare proprio l’eccelsa caratterizzazione dei personaggi che Atsushi Kamijo è riuscito a mettere in atto.

To-y: una personalità controcorrente

To-y, come abbiamo sopraenunciato, si delinea come un ragazzino controcorrente di appena sedici anni che si divide tra la poca voglia di studiare e l’energica partecipazione alla sua band. Egli viene ad essere delineato come la stella dell’opera sin dall’inizio. Una stella così luminosa da accecare chiunque la guardi. Di un “bianco puro”, come direbbe Niya.

Hiderow, in arte Sonoko: la figura della donna forte

Hiderow Koishikawa, in arte Sonoko, rappresenta, d’altro canto, il ruolo femminile in maniera autentica. Se da un lato è il simbolo della donna forte che si è costruita da sé tanto da arrivare a vantare una carriera già avviata con un forte seguito da parte del pubblico, dall’altro lato non rinuncia alla sua femminilità. Riesce, dunque, a far trasparire tutta la sua natura servizievole e amorevole al lettore senza però mai essere pensata come sottomessa da altre figure maschili, anzi.

Yoji Aikawa: il rivale

Figura di spicco all’interno della narrazione è sicuramente l’idol di successo Yoji Aikawa. Questi si contrappone completamente al suo rivale To-y, non solo nell’aspetto ma anche sul versante artistico. In forte competizione anche per l’amore di Hiderow, riesce a sfidare To-y più e più volte. Nel corso dell’opera ci è difficile capire chi dei due vinca ogni volta, dal momento in cui è come se, in realtà, i due si somiglino più di quanto pensassero inizialmente. L’evoluzione di Yoji è sicuramente una delle più ben strutturate dell’opera, in quanto questi passa dall’essere un giovane, di soli due anni più grande di To-y, fortemente ancorato al proprio team, senza una personalità individuale e con la paura del fallimento, ad essere un uomo spiccato e deciso con la testa sulle spalle. Come si vede stesso dal finale, egli decide di seguire il suo sogno senza nessuno, ma in solitaria, consapevole delle proprie capacità e delle proprio forze. Cosciente finalmente di chi è e di cosa è in grado di fare, anche senza nessuno.

Niya.

Altro personaggio particolarmente rilevante all’interno della narrazione è, senza ombra di dubbio, proprio la cara e amabile Niya. Una ragazzina dolce e trasandata, ancora troppo piccola per essere connotata come una donna, che nel corso dell’opera tutta ci fa credere di essere perdutamente innamorata di To-y, essendo una sua fan sfegatata che lo insegue ovunque vada. Niya riesce, in maniera quasi magistrale, ad evolversi da giovane spensierata a donna che sa ciò che desidera, che riconosce i propri sentimenti e riesce ad affrontarli. La frase ad effetto finale mi ha poi particolarmente colpito.

“Finalmente capisco. Ho capito perchè amo così tanto questa sensazione. L’unico modo per non piangere è ballare!”.

Niya, inoltre, a differenza degli altri personaggi della serie, non ha mai avuto chissà quale fiducia in sé. Dall’inizio ha manifestato la sua natura insicura su più fronti. A partire dall’aspetto fisico, quando esaltava quello di Hiderow, con la sua assurda sensualità e la sua bellezza, fino ad arrivare all’aspetto mentale e psicologico, credendosi meno di tutti gli altri. Tuttavia, c’è un motivo se To-y le è sempre stato vicino. Ella ha sempre risplenduto, anche se è sempre stata convinta di non farlo.

“Niya… tu risplendi eccome. Non te ne sei mai accorta?” – To-y

Insomma, ci tengo a designare Niya come uno dei personaggi più ben scritti a parer mio, dell’intera opera.

Altri personaggi

Altri personaggi di spicco dell’opera che riescono a fungere da solide basi di questa sono proprio i membri dei Gasp. Primo tra tutti vi è proprio Isami. Personaggio umano e sincero, viene profondamente deluso dalla decisione iniziale di To-y di lasciare il gruppo, tanto da arrivare a provare astio nei suoi riguardi. Astio che però è più ammirazione che altro. Isami, difatti, lo ammira perchè questi già sa che tipo di musica vuole fare, dal profondo del cuore. Cosa che Isami cercherà di capire lungo il corso di tutta l’opera.

Kaie, figura altrettanto ambigua, riesce a farsi odiare per poi farsi amare. Emblema dell’amore che si trasforma in odio, ci mostra la preoccupazione dietro la menzogna pura su cui si costruisce lo stesso settore dello spettacolo. Inizialmente non si comprende il suo astio nei confronti di To-y. Solo qualche tempo dopo si delineano meglio i suoi sentimenti. Si capisce come, in realtà, temesse che To-y diventasse solo un giocattolo di un sistema omologante quale quello degli idol.

Infine, personaggio fondamentale della narrazione e forte magnete per To-y è la manager di Yoji Aikawa, Kashiko Kato. Intorno ad esse viene ad addensarsi tutta la trama in quanto dobbiamo a lei quello che è il successo del nostro protagonista così come la sua crescita di consapevolezza.

To-y. Un classico di cui avevamo davvero bisogno

To-y è, come è normale che sia, un manga eccelso per il suo periodo che non risulta per nulla invecchiato ai giorni nostri. La narrazione viaggia lungo alcuni aspetti, rimarcando quelli che erano gli anni ’80. Lo stesso stile di disegno si contraddistingue dall’odierno senza avere assolutamente nulla da invidiargli. Il tratto delicato ed elegante con cui rimarca i personaggi e con cui si contrappone al chiaroscuro degli sfondi, ci mostra tutta la sua abilità e bellezza. 

Atsushi Kamijo è riuscito a condensare in un’opera breve di dieci volumi originariamente, quello che è un messaggio fondamentale, vero in qualsiasi generazione. Ognuno di noi è padrone del proprio destino. Non bisogna mai fermarsi o perdere l’occasione che ci si presenta dinanzi per paura di ferire qualcuno. Non bisogna mai accettare compromessi né buttare al vento le proprie ambizioni. Siamo noi a dover decidere della nostra vita. Questo è vero sempre, in qualsiasi situazione e generazione. Nella nostra mera quotidineità così come in quel turbino incredibile che è il mondo dello spettacolo. 

Non sapremo mai cosa accadrà in futuro. Tuttavia, nonostante ciò, non bisognerebbe mai smettere di rischiare perché la vita stessa rappresenta un rischio. 

Conclusioni

Concludo qui la mia rassegna su To-y, opera maestosa del maestro Atsushi Kamijo. Ringrazio enormemente la Saldapress per averci fornito i volumi della serie e per aver portato in Italia un manga di cui non sapevamo di avere bisogno, con un’edizione sensazionale in formato più grande rispetto ad un tankobon generico di cui ogni volume ne racchiude due originali. Inoltre, l’edizione è arricchita da dalle cover stupende realizzate dal mangaka proprio per il trentacinquesimo anniversario dell’opera.

Prossimamente sul sito troverete anche la recensione del più grande capolavoro del maestro, edito sempre dalla Saldapress per la sua nuovissima collana mangaka, ovvero Sex.

Vi ringrazio per aver letto fin qui. Ci vediamo alla prossima recensione!

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