Goodbye – Recensione del primo volume della serie Jundo

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Vincitore del Premio Boscarato 2021 di Treviso Comic Book Festival nella categoria di "Miglior fumetto web", Goodbye si presenta come un'opera fantascientifica ma anche tanto tanto filosofica. Ed è proprio con questa filosofia che riesce a scavare in alcune delle tematiche più profonde concernenti l'essere umano.

Goodbye è un webcomic scritto e disegnato dall’artista italiano Diego Merola. L’opera, inizialmente pubblicata solo sulla piattaforma online di Jundo comics, si propone in una bellissima edizione cartacea, in formato maxi e a colori, edita direttamente dalla stessa Jundo e curata dall’abile mano della letterista Stella Elisa Cassinese. Di seguito la recensione dell’opera vincitrice del Premio Boscarato 2021 di Treviso Comic Book Festival nella categoria di Miglior fumetto web.

Foto di @anerddiary su Instagram

La trama

La storia è ambientata in un lontano futuro in cui il nostro protagonista si colloca. Il suo nome è King e viene riconosciuto come il salvatore di galassie, multiversi e del tempo stesso, nonchè eroe della galassia, amato e stimato da qualsivoglia forma di vita esistente. Il protagonista si presenta sin da subito come un personaggio ricco di vita che riesce ad assorbire il lettore e farlo immergere in quello che è il suo più grande desiderio: essere ricordato nella storia. Esattamente, perchè purtroppo King sa di avere i minuti contati. Complice di ciò vi è la perdita di memoria progressiva che lo sta deteriorando e la lenta trasformazione in corallo a cui sembrerebbe essere destinato.

Voce fuoricampo talvolta, nonché personaggio di alto rilievo è poi Nameless. Si tratta di un dio il cui nome resta impronunciabile e il cui volto rimane segreto in quanto generatore di follia. Un dio che però è caduto ed è stato imprigionato nel corpo di un pesce, senza più poteri o dignità. Questi sembrerebbe avere l’obiettivo di distruggere, non solo King, ma anche il suo sogno stesso.

Dalla trama si evince chiaramente quanto King in realtà sia nato “dal sogno di un altro uomo” e, forse, proprio per questo motivo, è deciso ad affermare la propria identità, anche a costo della vita. Il suo più grande obiettivo prende un decorso sempre più logico nel corso della lettura, grazie ad una strutturazione della trama davvero confortevole.

“Io sono l’innesco. Mi avete reso così per questo. L’ho accettato. Tutto finisce, tutto muore ma non la storia. Quella non può essere dimenticata. Sopravvive al tempo, al big bang, alla cultura e alla società. Piena di mistero e magia. E’ immortale. E’ un dato di fatto.

Tornando alla condizione patita da King, dunque tutto potrebbe sembrare perduto. Eppure non è detta l’ultima parola. Gli unici in grado di poter aiutare l’eroe ad uscire dalla situazione disperata in cui riversa sono proprio gli Argonauti, equipaggio posto a difesa della galassia. Coloro i cui corpi sono segnati non dagli anni ma dalle battaglie combattute. Un equipaggio composta da cinquanta persone scelte dall’eroe King in persona. Eroi caduti, così come diavoli pentiti dovranno combattere e sopravvivere conto il gruppo di persona dinanzi al quale nulla sembra impossibile. Riusciranno nel loro intento? Che fine farà King?

Conclusioni. Che cosa ne penso?

L’opera si presenta sin da subito con la sua forte componente fantascientifica, facendo leva sulla space opera e allargandosi anche alla riflessione filosofica circa il costrutto di memoria. Focalizzandosi molto sulla condizione di King, sottolinea la questione dei ricordi e la rielabora con l’obiettivo di sottolineare l’importanza che questi hanno per il genere umano, per la sua sopravvivenza.

In conclusione, Goodbye è sicuramente un fumetto che riesce nel suo intento di stupire il lettore, consentendogli una sorta di viaggio nei meandri della mente. Lo stile di disegno è forse ciò che più ne rende difficile però la comprensione, risultando eccessivamente ricco di contenuti e colori differenti, costantemente accostati tra loro.

Detto ciò, vi consiglio comunque di dare a quest’opera una possibilità. Nasconde dentro di sé una certa dose di potenziale che non va omessa e, con i suoi sottili riferimenti ad altre opere, come quelle di Chainsaw Man e Star Wars, riesce anche a suscitare un certo interesse.

Vi ricordo che potete trovare il volume sullo shop di Jundo, oppure direttamente sull’applicazione di questa per la lettura digitale. Grazie per aver letto fin qui. Alla prossima recensione!

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