Joker l’uomo che ha smesso di ridere: la recensione

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Joke l'uomo che ha smesso di ridere scritto da Matthew rosenberg e disegnato da Carmine di Giandomenico e Francesco Francavilla, è senza dubbio una delle storie più promettenti dell'attuale panorama DC. Dai toni cupi e malati, la storia rimette al centro il pagliaccio del crimine, costruendo una storia che ruota intorno ad un mistero che gli stessi lettori saranno chiamati a disvelare. I disegni dallo stile urbano e macabro, restituiscono nel modo più autentico le atmosfere che associamo al personaggio.

Dopo la run di James Tynion IV durata 15 numeri e conclusasi sul sedicesimo numero dello spillato italiano, si riparte con il numero uno per Joker ! Un nuovo team creativo, che vede alla macchina da scrivere Matthew Rosenberg e alle matite Carmine Di Giandomenico e Francesco Francavilla, prende in mano le redini della testata. Un gruppo di autori che ha realizzato un primo numero dirompente, di cui non vediamo l’ora di parlarvi. A voi non resta che continuare a leggere per saperne di più!

Il team creativo di Joker l’uomo che ha smesso di ridere

Più che in altri casi, visti i nomi coivolti, vale la pena spendere due parole su chi firma il fumetto. Partendo dallo scrittore, Matthew Rosenberg aveva già realizzato una storia sul Joker uscita in volume “Joker il rompicapo” , ma in DC ha anche scritto molte altre storie. Tra queste “DC Vs Vampires“, di cui è recentemente uscito il secondo e conclusivo volume e lo spin off. A ciò si aggiunge la serie uscita in due volumi Task Force Z, oltre ad una manciata di storie per Batman. Lato Marvel ha scritto il penultimo e molto godibile, ciclo sul Punitore completo in tre volumi. Ma anche un ciclo su Occhio di Falco, che non avendo letto non saprei giudicare. Francesco Francavilla, vincitore di un premio Eisner e dall’inconfondibile stile neopulp, si è dedicato negli anni sia a progetti indipendenti che a lavori per Marvel e DC. Ha disegnato da Capitan America a Batman, approdando infine su Joker. Carmine Di Giandomenico, invece non avrebbe quasi bisogno di presentazioni. Lato Marvel ha illustrato capolavori quali: Batlin Jack Murdock, Magneto Testamento, Spider-Man Noir. Lato DC recentemente ha realizzzato graficamente la maxi serie in 12 numeri Batman il Cavaliere, con i testi di Chip Zdrasky.

Il formato

Ci troviamo di fronte al classico spillato di 32 pagine, 17×26 al prezzo di 3 euro. Il prezzo ovviamente potrebbe variare in presenza di speciale con foliazione oiù importante, che farebbero lievitare il prezzo a 5 euro. Oltre alla storia principale, troviamo una interessante per una volta, storia back up che completa l’albo.

La storia principale di Joker

Rispetto alla precedente run, questo nuovo ciclo riporta al centro dell’attenzione il Joker, che diventa il vero motore della storia. Sin dalle prime pagine la storia assume tonalità più cupe e sanguionolente. Scorrendo le pagine si respira un atmosfera più pesante, morbosa, corrotta, malata , dunque perfettamente in linea con il personaggio. Ma soprattuto si pongono le basi per un mistero che tiene viva l’attenzione del lettore, che non subisce passivamente la storia, ma che è costretto a farsi delle domande. Una in particolare, chi è il vero Joker? Quale dei due è l’impostore e cosa lo spinge a portare avanti questa farsa? Entrambi i due Joker sono ben caratterizzati, credibili, dunque tutte le ipotesi sono sul tavolo. In ogni caso, la storia scorre benissimo, bramerete con ansia il numero successivo, per vedere come va avanti. I disegni di Giandomenico, dal tratto così sporco e urbano, esaltano i testi regalando una vera gioia per gli occhi, pagina dopo pagina.

La storia back up

Come detto a completare l’albo c’è una storia back up. Solitamente queste storie risultano o discrete o un completo disastro. Le precedenti storie back up, presentate sullo spillato di Joker era quantomeno illegibili, con una trama noiosa e testi senza senso. Erano infatti riuscite a distruggere qualsiasi mio interesse, verso un personaggio con grande potenziale come Punchline. Opposto il discorso per le nuove storie back up. Queste infatti, tutte autoconclusive, sono scritte da lo stesso Rosenberg e disegnate da Francavilla, e riprendono lo stile del Joker anni ’70, quello della così detta Bronze Age. Pur nelle poche pagine, riescono a condensare lo spirito del personaggio, unendo la violenza alla tragicomicità. Molti sono i rimandi ad albi classici, tuttavia inesistenti, che contribuiscono alla ricostruzione di quell’atmosfera dei fumetti del tempo che fu. Delle vere perle.

Conclusioni

Una serie promossa e consigliatissima. Ma che ci si gusta maggiormente se si leggono più albi consecutivamente. Il volume dunque sarebbe il formato ideale. L’incognita è semmai è se e quando Panini lo raccoglierà. Per ora lo spillato è l’unico formato disponibile alla fruizione. Ma sicuramente vale la pena seguirla. Se potete però, recuperate il numero uno nella bellissima variant metalizzata proposta da Panini. Dopo averla vista in fumetteria sono sicuro che ve ne innamorerete. Una domanda sorge però spontanea. Aver letto le storie precedenti aiuta ? Si, ma non è indispensabile. Dunque ci troviamo di fronte ad uno starting point perfetto per nuovi e vecchi lettori. A proposito di lettori e lettrici, noi ci leggiamo alla prossima recensione!

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