Il Bestiario del crepuscolo: la recensione

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Un'opera non solo fumettistica ma quasi letteraria. A la superbità grafica si aggiunge una stroria sontuosa ma molto complessa, al punto da richiedere numerose letture attente per essere colta in pieno. Una enorme lettera d'amore all'eredita di Lovercraft, ma soprattutto nuova linfa per un universo narrativo che non ha mai smesso di rinnovarsi. Vecchie suggestioni e nuovi spunti si mescolano magistralmente all'approssimarsi del crepuscolo.

Il parco è per tutti un luogo di ritrovo dove trascorrere ore in serenità, ma non per il suo custode Providence. Per lui questo luogo ameno cela segreti inenarrabili, verità nascoste di epoche dimenticate. Se decidere di aprire il bestiario di Daria Schmitt tenetevi forte, state per intraprendere un viaggio ai confini tra realtà e sogno.

I bestiari medievali

La tradizione dei bestiari rimonta al medioevo, e al rinascimento quando questi libri ebbero ampia diffusione. Questi volumi contenevano ampie descrizioni di animali e esistenti e non, accompagnati da riferimenti biblici di varia natura. Questi, arricchiti da preziose miniature in stile gotico, avevano una funzione didascalica, dal greco antico didasco insegno. In un certo senso il Bestiario di di Daria Schmitt riprende questa tradizione, attraverso una curatissima e preziosa descrizione di creature dell’universo di Lovercraft. Dell’ampio pantheon creato dall’autore, sono state scelte però prevalentemente quelle legate all’elemento acquatico.

Quando il reale incontra il fantastico

Nel parco il confine tra realtà e sogno si fa labile, e per chi ha la sensibilità di rompere il velo un intero mondo si dispiega. Providence è un custode geloso dei segreti del parco, considerato folle e un po’ burbero dai più, protegge come può un segreto più grande di lui. Ma quando un libro che rimonta ad epoche ancestrali, riemerge dalle acque del torbito laghetto del parco, le cose potrebbero sfuggirgli di mano. Inoltre, l’agenzia dei fenomeni psicosanitari, indaga sui fatti, decisa a mettere ogni cosa a tacere. Providence dovrà dunque ricoprire l’arduo ruolo di guardiano tra due mondi incompatibili, sul punto di collidere.

La modernità razionale incontra l’irrazionale

Weber definì la modernità e la burocrazia con la quale si dispiega, una gabbia d’acciaio. Così la nuova direttrice vorrebbe adeguare il parco a gli standard moderni di efficienza, trasformandola in una start up. Ma le creature che lo abitano e il vecchio custode, non sono ancora pronti a lasciare il passo alla modernità. Per fortuna esistono ancora luoghi incontaminati, dove la razionalità umana lascia il passo al sogno. Tali luoghi si rivelano quando il giorno muore e la notte si attarda, in quel breve lasso di tempo detto crepuscolo. In quanto così preziosi, vanno difesi ad ogni costo.

Un’opera complessa

Il bestiario del crepuscolo è un’opera complessa, stratificata. Difficile da descrivere, e da comprendere che richiede diverse riletture per una piena comprensione. Ad una prima lettura si coglie senz’altro il grande omaggio a Lovercraft, ma tanti sono i significati, le citazioni e i messaggi celati. Inutile negare che si tratta di grande lettera d’amore al genere dei weird tales, alle sue grandi firme, e ai mondi fantastici nati su quelle pagine. Ma fermarsi a ciò significherebbe grattare solo la superficie.

Riferimenti letterari espliciti

All’interno del volume, è riportato per intero un racconto dello stesso H.P. Lovercraft. Tale racconto, ovvero “The strange high house in the mist”, non solo ispira l’opera, ma ricopre un ruolo centrale nella stessa stroria, proponendo un’esperienza meta narrativa. Dirvi di più sarebbe un crimine!

I disegni

I disegni sono il grande punto forte di questo fumetto, che lo elavano ad livello artistico superiore. Il tratto nervoso e spigoloso, descrive i lineamenti dei paesaggi e dei protagonisti. Al bianco e nero, si alternano pagine colorate ad acquarello che descrivono le creature lovercraftiane. Mentre l’occhio si muove tra le tavole, stupore sincero lo travolge , incantato com’è dai movimenti sinuosi delle linee del disegno. Ogni tavola è un’opera d’arte ricca di dettagli da cogliere, taluni evidenti altri quasi imperscrutabili. L’invito dunque è quello di prendersi del tempo, studiando l’opera minuziosamente.

Conclusioni

Un’opera maestosa, sontuosa, complessa e dunque non per tutti. Più che l’orrore predomina l’assurdo, il bizzarro, il grottesco e l’assurdo. Il formato francese rende piena giustizia all’opera, costoso ma dalla fattura sontuosa. Se amate il genere non potete non avere questa piccola perla nelle vostre librerie, che fungerà da perfetto ponte verso le terre del sogno ,che si affacciano fugaci durante il crepuscolo.

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