Ottoman – Recensione e Riflessione: il vero amore illustrato in una miniserie tutta nuova

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In Breve...

Un mix travolgente ed emozionante di azione, fantascienza e romance. Apparentemente un'opera semplice ed intrattenente ma, se la si analizza con sguardo critico, anche tanto di più.

Arriva in Italia il manga supereroistico Ottoman di Shinnosuke Kanazawa. Quest’opera, edita dalla casa editrice J-POP, è disponibile in un cofanetto da collezione contenente la miniserie completa che unisce azione, fantascienza e romanticismo in un mix travolgente, composta da soli cinque volumi.

L’opera in questione è stata serializzata tra il 2021 e il 2022, contando un totale di 46 capitoli. Le avventure di questo supereroe riscossero a suo tempo un enorme successo sul Weekly Young Jump, tanto da approdare ad oggi, anche e finalmente, nel mercato italiano.

Foto di @anerddiary su Instagram

La trama

Soya è un impiegato insoddisfatto che, di tanto in tanto, riflette sul suo desiderio, accantonato per lungo tempo, di diventare un mangaka. Un bel giorno decide di confidarsi a tal proposito con sua moglie Yuka, suo unico sostegno.

Tuttavia, al rientro dal lavoro, viene accidentalmente coinvolto in un grave incidente che spinge una forma aliena ad impadronirsi del suo corpo. Questa forma aliena inizialmente si presenta senza un nome e senza provenienza. Non è chiara la sua natura e nemmeno da che parte stia. Lo scopriremo solo lungo il corso della narrazione. Nel frattempo, un altro alieno, apparentemente più cattivo, minaccia la vita della sua adorata moglie. Al rientro, Soya troverà dinanzi a sé uno spettacolo raccapricciante.

Da qui parte la narrazione vera e propria, lungo la quale il nostro protagonista svilupperà dei fantastici superpoteri, divenendo l’eroe denominato “Ottoman”, incaricato di difendere la moglie ma anche il mondo intero.

Cast di personaggi e ritmo di narrazione

L’opera, come abbiamo fatto presente in precedenza, si presenta come composta da soli cinque volumi in cui, penserete, non potrà essere racchiuso chissà quale sviluppo. E invece si. La trama scorre velocissima, volume dopo volume, senza darci il tempo di porci chissà quali quesiti e darci chissà quali risposte.

I due personaggi protagonisti, Soya e Yuka, sposini innamoratissimi da ormai dieci anni, ci vengono presentati come una coppia inseparabile e salda, rispettosi e forti sostenitori l’uno per l’altro. Soya, dal carattere più tenero e dolce, ricco di energie positive, rappresenta il traino della coppia. Grande lavoratore, si fa in quattro per sostenere la sua famiglia e per far felice sua moglie. Yuka, dal carattere più duro e tenace, mantiene le redini della casa, occupandosi delle faccende domestiche e della cura del proprio marito.

Oltre stereotipi e pregiudizi: breve annotazione

Entrambi i protagonisti potrebbero sembrare, a primo impatto, l’incarnazione della coppia uomo/donna arcaica in cui alla donna spettavano d’obbligo queste mansioni, mentre all’uomo competeva il lavoro duro. Ad un certo punto, durante la narrazione, si apre anche il discorso sulla sottomissione femminile nelle famiglie patriarcali. Ma non è assolutamente il caso della coppietta in questione, anzi. I due si discostano drasticamente da tale modo di pensare, facendo leva sulla tematica del rispetto reciproco e sul sostegno vicendevole.

Personaggi secondari: uno spazio significativo

Particolarmente apprezzata è stata la cura e lo spazio dato anche a tutti i personaggi secondari, sia della cerchia dei buoni che dei cattivi. Per quanto riguarda la prima, primo tra tutti vi è Keigo Senba, vicecomandante della squadra di combattimento delle forze di difesa del pianeta terra. Personaggio sopraffine con un passato frastagliato in cerca di una persona importante della sua vita che si rivelerà solo in un secondo momento.

Ci viene poi introdotta Hinari Hoshi, all’apparenza una bambina di undici anni ma già comandante della squadra di ricerca delle forze di difesa del pianeta terra. Inizialmente si mostra come dura e rigida, per poi rivelarsi, poco dopo, una ragazzina dal cuore tenero con un forte scopo da realizzare.

Ancora, a venirci presentata è Kyoto Urawashi, giovane donna di circa trent’anni, la cui morte dei genitori a causa di forme di vita aliene l’ha profondamente segnata, tanto da portarla ad affrontare la vita in maniera buia. Insomma, ad ogni personaggio, anche al più insignificante, viene data una storia e un senso, senza far risultare il tutto eccessivamente pesante o noioso ma anzi ricco e denso.

Il messaggio di Shinnosuke Kanazawa

Così come quello dei buoni, viene considerato anche il punto di vista dei “malvagi” fino ad essere girato sottosopra, col solo obiettivo di renderlo comprensibile per il lettore. Grazie al maestro Shinnosuke riusciamo a leggere le motivazioni e le sofferenze dietro i gesti di alcuni personaggi, apparentemente imperdonabili. In alcuni riusciamo anche facilmente ad identificarci. Prendiamo Wataru e Nana Neko come perfette esemplificazioni in questo senso.

Wataru, ragazzino di undici anni, povera vittima di un lutto precoce, quale quello materno, si ritrova ad affrontare una vita senza parvenza alcuna di felicità. Costretto ad impegnarsi sempre e comunque nello studio, nonostante la sofferenza che stesse affrontando, a causa di un padre disattento e pretenzioso ai massimi livelli, si trova costretto a seguire la via del male, intercettata come unica via di uscita.

Dall’altro lato abbiamo Nana, donna eccentrica dall’aspetto esuberante. Questa era stata vittima di una bruttissima esperienza di vita qualche anno prima. Difatti, si era trovata ad affrontare una violenza sessuale lungo i vicoli della città, lontana dagli occhi di chiunque. Vittima dei sopprusi degli uomini da sempre, aveva deciso di vendicarsi in tal senso, abbandonando la speranza di poter trovare un uomo, in un ipotetico futuro, che fosse rispettoso nei suoi riguardi. Insomma, ci si discosta molto dall’azione, andando a toccare non una ma più tematiche, una più importante e profonda dell’altra: dalla violenza verbale a quella fisica a quella sessuale e così via.

ll messaggio di Shinnosuke – Riflessione

Ritengo che Ottoman sia un manga eccelso in tal senso, in quanto si discosta enormemente dal puro e futile intrattenimento, senza alcuna morale. Anzi, questo vuole trasmetterci più messaggi. Primo tra tutti quello di non giudicare chi non conosciamo a fondo. O, meglio, di non giudicare affatto, in quanto non potremmo mai sapere, per quanto crediamo di conoscere qualcuno, ciò che ha passato nella sua vita per essere come è oggi. Andate oltre le apparenze. La vera maturità si raggiunge solo quando non si ha più bisogno di guardare gli altri come se sapessimo tutto di loro, senza aver vissuto nella loro pelle.

Il ruolo del matrimonio nella narrazione

Ciò su cui fa più leva però il manga di Ottoman è proprio il ruolo che può arrivare a svolgere l’amore all’interno della vita di ciascuno di noi. In particolar modo ci si concentra sulla relazione tra Soya e Yuka, sull’amore infinito che questi due personaggi sembrano provare l’uno per l’altro. Tuttavia, nel corso dei volumi, la tematica dell’amore verrà trattata anche in riferimento ad altri personaggi in sintonia che poi scoprirete da voi.

Commento personale: cos’è il vero amore?

“Siamo tutti d’accordo che il matrimonio è una cosa bella, vero? Ecco, questa storia è per convincere chi dovesse pensarla diversamente.”

Shinnosuke presenta così il manga di Ottoman. E’ chiaro l’aspetto autobiografico a cui rimanda l’autore stesso circa la relazione con la propria moglie ed è quasi ovvio il riferimento a sé stesso che egli fa col personaggio di Soya. Tuttavia, se si è innamorati o lo si è stati, non è difficile immedesimarsi nella relazione d’amore vissuta dai due protagonisti.

Ciò che per tutta la lettura mi ha tenuta incollata alle vicende di questa coppia è stata proprio la sintonia che sono riuscita a creare con il vissuto d’amore trattato.

Difatti, mi sono altamente identificata con Yuka, fortunata quanto lo sono io ad aver trovato la persona della mia vita. La sensazione di aver scelto e sposato l’uomo giusto è una delle cose più belle, profonde e preziose che ci possano essere a parer mio. Il matrimonio è un’alleanza che va protetta e custodita, lottando sempre l’uno per l’altro.

Ma come possiamo capire quando abbiamo di fronte a noi la persona giusta? Sarebbe difficile definirla in qualche maniera e il metro di giudizio sarebbe comunque diverso per ognuno di noi. Non esiste una persona che sia giusta per chiunque e nemmeno qualcuno che sia sbagliato a priori per tutti. Esistono semplicemente tante persone diverse ed ognuno è destinato a qualcuno su questa terra. Se dovessi però dare una mia definizione di persona giusta, non avrei alcuna difficoltà. Perché? Perché sono stata così fortunata da trovarla già ed il mio pensiero va al mio, personalmente amatissimo, Soya Gomi

Per me la persona giusta è quella che ti sostiene nei tuoi sogni, che fa di tutto per vederti felice e che non si arrende dinanzi la prima avversità ma neanche dinanzi la millesima o la miliardesima. La persona giusta è una persona che lotta per te, sempre e comunque, in qualunque circostanza e non solo. Si tratta anche di quella persona che ti rispetta in tutto e per tutto, come donna e come persona, che non ti vede come semplice oggetto del desiderio ma ti ama nel profondo, oltre qualsiasi esteriorità. Oltre ogni limite.

E diffidate da un amore che possa ritenersi normale. Il vero amore è tutto fuorché normale e questo ci viene dimostrato proprio dai nostri protagonisti. Anormali come sono, si amano alla follia, vantando un amore sempre più raro al giorno d’oggi di cui sento di godere anche io e non potrei essere più felice di così.

“Il matrimonio non è arrivare al traguardo, ma mettersi in piedi sulla linea di partenza. Per una coppia sposata non esiste un traguardo, se non quello di continuare a vivere insieme felici.”

Conclusioni

Il manga si è rivelato ben più che una storia d’azione e di romanticismo, andando ad afferrare temi crudi e pesanti, facendo passare l’inferno ad alcuni personaggi e designando l’amore come la cura ad ogni male. Il tutto viene accompagnato da un comparto grafico pazzesco e da un character design altrettanto eccelso.

Insomma, andate subito a leggere questa magnifica miniserie della J-pop. E innamoratevi! Innamoratevi forte perché “fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere” (citazione dal film Vi presento Joe Black di Bill Parrish).

“La serie finisce qui, ma io continuerò a dare tutto me stesso come Ottoman di mia moglie.”

– Shinnosuke Kanazawa

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